Scala dei Turchi, una torta nuziale di marna bianca

Dopo la Foce del Platani, Eraclea Minoa e Torre Salsa, altra tappa imperdibile verso Agrigento, l’antica Girgenti, è la Scala dei Turchi, abbagliante scogliera di marna bianca che il vento ha eroso, dandole l’aspetto di un’immacolata scalinata

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* Dopo la Foce del Platani, Eraclea Minoa e Torre Salsa, altra tappa imperdibile verso Agrigento, l’antica Girgenti, è la Scala dei Turchi, abbagliante scogliera di marna bianca che il vento ha eroso, dandole l’aspetto di un’immacolata scalinata.

Incastonata tra il Lido Rossello, frazione marina di Realmonte, Muntiriali in siciliano, e Punta Grande (spiaggia dorata di quella immaginaria Vigata di Camilleri che altri non è che la cittadina di Porto Empedocle), nell’immaginario popolare, già per il suo nome, evoca corsari saraceni che, dopo aver ormeggiato le navi nelle sue calette, si inerpicano per i suoi candidi gradoni fino a raggiungerne la cima, razziare le campagne circostanti, e ridiscendere, poi, con ricchi bottini.

Ma la Scala dei Turchi celebra anche il leggendario amore di Rosa, figlia diciottenne di un ricco signore di Muntiriali, e Peppe, giovane di umili origini, la cui storia fu osteggiata proprio dal padre della ragazza che, per punirla, decise di recluderla a vita in un monastero palermitano. I due innamorati, allora, presero la tragica decisione di togliersi la vita e in una notte buia, rischiarata solo dal candore della scogliera, si lanciarono, tenendosi per mano, tra quei flutti che li avrebbero uniti per sempre.

Si narra che, alcuni anni dopo e proprio nel punto esatto dove i due giovani rinunciarono alla vita, spuntarono due scogli legati da una sottile lingua di roccia e che, nelle notti di luna piena e quando il mare è in bonaccia, chi si trova a passare nei pressi della “Rocca Gucciarda” può udire la sublime e melodiosa voce di Rosa che canta una nenia triste e malinconica sul suo sfortunato amore per Peppe.

Ecco spiegato il perché lo scoglio della “Rocca Gucciarda” è chiamato “U’ Scogliu di u Zitu e a Zita“. Ma, se deciderete di arrivare fino in cima, potreste avere il miraggio di stare seduti su una gigantesca torta nuziale, forse quella in onore degli sfortunati fidanzati che in vita ebbero negate le tanto sospirate nozze.

Tratto da Blog Notes



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