Gole dell’Alcantara, tra lava rovente e acqua refrigerante

0
1332


* Oggi meta del nostro viaggio sono le “Gole dell’Alcantara”, dette anche “di Larderia”. Il fiume omonimo, linea di congiunzione tra il grande cono di lava dell’Etna e la marna calcarea dei Peloritani, nell’antichità era conosciuto col nome greco“Akesines Potamos” e con quello latino “Assinus” o “Onobola”.

Invece l’attuale deriverebbe dall’arabo “Al Qantarah”, “il ponte” , diventato sotto i Normanni “Cantera”. Ma, prima di immergerci nelle sue acque, tuffiamoci nella leggenda, che nei miei articoli non può mai mancare, sull’origine delle “Gole”. Si narra che: “V’era un tempo in cui il fiume Alcantara scorreva placido in un letto tranquillo, senza scosse, ripide o salti e rendeva fertile la valle. Gli uomini, però, erano malvagi, si danneggiavano tra loro e non rispettavano la natura.

In questo eden vivevano due fratelli che coltivavano insieme un campo di grano. Uno dei due era cieco e l’altro, al momento di spartire il raccolto, spinto dalla bramosia, si riservò la gran parte di esso. Un’aquila, accortasi di tutto, riferì l’accaduto a Giove che scagliò un fulmine contro l’approfittatore, uccidendolo, e contro il mucchio di grano, ingiustamente accumulato, che si trasformò in una montagna di terra rossa. Da questa, sbuffando, uscì un fiume di lava che, incanalandosi per una stretta valle, giunse fino al mare dove fu fermato dalle possenti mani di Nettuno. Il liquido incandescente, ribollendo, fece aprire una voragine che, inghiottendolo, diede origine alle gole”.

Sul territorio di Motta Camastra, in località Fondaco Motta, le pareti della gola più imponente e famosa sarebbero state generate, proprio, da una colata lavica che, raffreddandosi molto lentamente, permise la nascita di pareti dure come l’acciaio e dalle forme prismatiche, pentagonali ed esagonali. (Leggenda e realtà che s’incontrano). Inoltre, tra fine ‘800 e inizi ‘900 il fiume Alcantara venne sfruttato per la produzione di energia elettrica. Ed è proprio grazie a questa suo uso che i turisti, sempre nell’800, partivano in carrozza da Taormina alla volta di Francavilla di Sicilia, centro lambito dalle sue acque, per costose cure termali con acque sulfuree. In un dépliant turistico svizzero l’Hotel Chateaux, in cui soggiornavano – splendido oggi come allora – così veniva descritto: “Chateaux, avec la lumière electrique”. Buon viaggio e “Fiat lux”.

 

* Tratto da Blog Notes



NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

20 + 11 =