Taormina “la felicissima” da Andrè Gide a Oscar Wilde

"Un amore di Gide", libro di Vanni Ronsisvalle, scrittore, giornalista e documentarista Rai, racconta la bellissima Taormina di ieri, ignota a molti

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– di Giusi Patti – 

Oggi per raccontarvi la bellissima Taormina di ieri, ignota a molti e, comunque, insospettata, penetreremo tra le pieghe di “Un amore di Gide”, libro del messinese Vanni Ronsisvalle, scrittore, giornalista e documentarista Rai.

Il romanzo che ha per protagonista Andrè Gide, premio Nobel nel 1947, è ambientato in una Taormina lussuriosa, simbolo di trasgressione e dandysmo, una sorta di “Disneyland del peccato”, e si snoda in tre date: 1901, il primo soggiorno dello scrittore, accompagnato dalla moglie Madeleine; 1950, il suo secondo, senza la compagna morta nel 1938, anno dell’intrigo che tanta sofferenza gli procurò, ordito alle sue spalle dai tronfi Truman Capote e Jean Cocteau per vendicarsi della poca considerazione che il “pigro-idolo-santo” aveva avuto di loro; 1995, data del dipanamento della matassa in cui si inseriscono un efferato omicidio e la riapparizione inattesa e temuta di un giovane “scomparso” nel 1950, fatto credere morto, e legato da affinità elettive e affettive proprio ad Andrè.

Ronsisvalle mescola costume e psicologia, cronache storiche e fantasie, fastosi alberghi e squallidi ambienti che dipingono il periodo felicissimo di Taormina con sguardi lirici, giochi mondani, avventure culturali ed erotiche. Una piccola Babele dalle tante lingue colonizzata, per la gioia degli indigeni, da ricchi, famosi e bizzarri stranieri come Truman Capote e Jean Cocteau già citati, Jean Marais e Oscar Wilde, fino al protagonista della storia, Andrè Gide. Personaggi rivali, ma legati dall’arte, dalla fama e da amori consapevoli per alcuni e scoperti, elaborati e scelti solo a tarda età da altri.

Andrè Gide dalla folgorazione per Taormina e dalla presa di coscienza di ciò che realmente era e voleva essere, liberato dal puritanesimo a cui si era costretto fino a quel momento, partorirà “l’Immoraliste” che sarà messo con gli altri suoi scritti nell’indice dei libri proibiti nel 1952.

Meglio non aggiungere altro, perché… “Un mistero svelato è un mistero svilito”. Buon viaggio in una Taormina di ieri che vi condurrà al suo oggi!



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