L’Isola Brancati a Marzamemi fra mare, letteratura e cinema

Il nostro viaggio in Sicilia giunge adesso in Sicilia orientale e precisamente a Marzamemi, dove c'è l'isola piccola, ribattezzata "isola Brancati

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*Il nostro viaggio in Sicilia giunge adesso in Sicilia orientale e precisamente a Marzamemi, il cui nome ha un’origine alquanto controversa.

Secondo alcuni deriverebbe dalle parole arabe “Marza”, porto, e “Memi”, piccolo; per lo scrittore Antonino Terranova, nel volume “Pachum Pachynos, Pachino storie e leggende da Pachino a Capopassero”, Memi si riferirebbe invece a Eufemio, un comandante della flotta bizantina che, ribellatosi all’imperatore Michele II Balbo, passò dalla parte degli arabi e con loro iniziò la conquista dell’isola; e, infine, per il glottologo netino Corrado Avolio, diversamente dalle due prime interpretazioni poco dissimili l’una dall’altra, risalirebbe all’arabo “marsà ‘al hamam”, baia delle tortore, uccelli che vi si rifugiano in primavera.

Ma, guardando al largo del Porto di Marzamemi, ecco una piccola sorpresa ad attenderci. Un isolotto, chiamato “Isola Piccola”, occupato interamente da una villa rossa con una rada vegetazione, appartenente a Raffaele Brancati che, ospitando più volte il cugino Vitaliano in questa piccola proprietà, la ribattezzò “Isola Brancati”.

Dello scrittore e drammaturgo pachinese vogliamo ricordare i romanzi di maggior successo, diventati lungometraggi, come: “Don Giovanni in Sicilia”, farsa spregiudicata da cui venne tratto il film omonimo girato da Alberto Lattuada; “Il bell’Antonio”, racconto tragicomico di un’impotenza sessuale diretto da Mauro Bolognini e “Paolo il caldo”, il suo romanzo incompiuto e pubblicato postumo nel 1959, che racconta la storia di un’ossessione erotica nell’Italia del dopoguerra e la cui trasposizione cinematografica fu affidata al regista Marco Vicario.

Vitaliano Brancati, tanto amato dal cinema, verrebbe da dire che non poteva che innamorarsi nel 1942 di una grande interprete come Anna Proclemer, che sposò nel 1947, da cui ebbe la figlia Antonia nello stesso anno e da cui si separò poco prima della morte avvenuta nel 1954. L’attrice, poco dopo la sua scomparsa, si legò a Giorgio Albertazzi, compagno di vita e di palcoscenico, scomparso pochi giorni fa, il 28 maggio, all’età di 92 anni.

Chiudiamo con un ricordo che del marito e scrittore ebbe la donna della vita: “La Sicilia era fondamentale per lui, anche se era una forma di amore e odio perché gli dava l’ispirazione, il materiale per la sua arte, e nello stesso tempo, per oscure radici proprio genetiche, la ragione di certe sue angosce e contraddizioni. Non poteva farne a meno e l’amava e l’odiava allo stesso tempo”.

*Tratto da BlogNotes



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