Le meduse… Se le conosci le eviti. Ecco alcuni consigli utili

Con la stagione estiva ecco che ci dobbiamo confrontare con un fenomeno che nei nostri mari è diventato problematico: le meduse. Ecco alcuni consigli utili del dottor Tino Policardi, farmacista

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Rhizostoma pulmo


del dottor Tino Policardi, farmacista –

Con la stagione estiva ci dobbiamo confrontare con un fenomeno che nei nostri mari è diventato problematico: le meduse.

Pelagia Nocticula
Pelagia Nocticula

Quelle più comuni nel mar Mediterraneo sono tre: la Pelagia nocticula, la Cotylorhiza tuberculata e la

. Quest’ultima è la più grande, fino a 60 cm di diametro, con un ombrella bianco latte a margine violetto; la Pelagia nocticula, detta anche medusa luminosa perché fosforescente di notte, ha dimensioni di circa 10 cm di diametro, possiede tentacoli fini ma lunghi ed è particolarmente pericolosa perché si presenta spesso in branchi di molte centinaia di esemplari; la Cotylorhiza tuberculata ha una forma a disco e anche i tentacoli terminano con dei dischetti; ha un aspetto a cespuglio fiorito ma rovesciato.

Cosa sentiamo al contatto con la medusa
Appena avvenuto il contatto tra la nostra pelle e la medusa percepiamo un intenso bruciore e dolore.  Subito dopo la pelle diviene arrossata e compaiono piccoli pomfi. La sensazione di bruciore termina in 10 – 20 minuti e si trasforma in intenso prurito.
Il grado di dolore-bruciore è differente a seconda delle aree di pelle colpite e può diventare insopportabile se viene colpita più del 50% della superficie corporea.

Cotylorhiza tuberculata
Cotylorhiza tuberculata

Quali sono gli esiti
L’area di pelle colpita dalle meduse rimane sensibile alla luce solare e tende a scurirsi rapidamente. Per evitare che la pelle si macchi occorre tenere coperta l’area colpita fino a quando non si è risolta l’infiammazione, di solito un paio di settimane.

Come comportarsi qualora si verifica il contatto
La medusa quando viene a contatto con la nostra pelle lascia sopra delle vescicole contenenti la tossina che causa la tipica reazione. Pertanto primo obiettivo è rimuovere le vescicole cercando di non romperle. E allora lavare subito la parte con acqua di mare, mai con acqua dolce perché questa avendo un gradiente osmotico più basso penetrerebbe all’interno delle vescicole facendole scoppiare. Bisogna invece cercare di rimuoverle intere con il lavaggio con acqua salata ed eventualmente con la lama di un coltello o una carta di credito esercitando un’azione simile ad una rasatura. Soltanto dopo queste operazioni applicare un gel a base di ammoniaca ripetendo l’applicazione ogni volta che la parte si asciuga.



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