Buona Candelora tra Giunone, Maria, Edoardo VII e gustose Crêpes Suzette

Il termine viene dal latino "festum candelarum", antica tradizione di benedire le candele portarle in processione e conservarle, all'occorrenza, per ingraziarsi la divinità

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di Giusi Patti –

Febbraio, ieri con Sarasvāti e oggi con la Candelora, vuole farsi amare come mese di feste e tradizioni e noi lo accontentiamo, raccontandole.

Iniziamo con uno sfoggio di cultura, che prometto sarà l’unico, facendo derivare il termine Candelora dal latino “festum candelarum”, antica tradizione di benedire le candele portarle in processione e conservarle, all’occorrenza, per ingraziarsi la divinità durante calamita meteorologiche, epidemie, malattie o in segno di devozione.

La cerimonia potrebbe, addirittura, derivare dall’antico uso Romano di accendere torce in onore di Giunone Februata. Ma la Candelora celebra, anche, la purificazione di Maria perché, secondo l’ebraismo, le donne, considerate impure per 40 giorni dopo la nascita di un figlio maschio, dovevano andare a purificarsi al Tempio e il 2 febbraio cade esattamente 40 giorni dopo il 25 dicembre. Dal punto di vista gastronomico questa festività è nota per essere il giorno delle crêpes che in Francia, simbolo di amicizia, venivano offerte dai mezzadri ai signorotti. Sulla versione più famosa, la crêpe suzette, ripiena di salsa all’arancia e incendiata dal curacao, non posso non raccontarvi l’origine. Si narra che un giovane apprendista, al servizio del grande chef Auguste Escoffier presso il Cafè de Paris a Montecarlo, mentre stava preparando un dessert per Edoardo VII, Principe di Galles, lasciò cadere per errore del rum sull’aristocratica crêpe che, a contatto con la fiamma, prese fuoco.

Edoardo, ignaro dello sbaglio, la apprezzò a tal punto da chiederne il bis e il nome. Al che il giovane, meno sprovveduto di quanto si immaginasse, rispose prontamente: “Crêpe Principe del Galles”, ma il reale ospite, da gran signore, preferì ribattezzarla “Crêpe Suzette”, dedicandola alla giovane figlia di un amico con cui stava pranzando. Nel ‘700 in Francia cucinarle il 2 febbraio era di buon auspicio e, secondo la tradizione, bisognava esprimere un desiderio nel momento esatto in cui la Crêpe veniva girata in padella, stringendo nella mano destra una moneta d’oro e nella sinistra il manico con cui farla saltare in aria senza farla cadere.

Passando dal cibo agli addobbi, il mio consiglio luminoso è quello di accendere, per casa, tante candele bianche e con una girare per le stanze, in senso orario, per sprigionare la luce. E che la Candelora sia.



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