Testa di moro, un vaso tipico siciliano che custodisce il ricordo di un amore

Una storia antica proveniente da Palermo

0
306


di Giusi Castellana – 

La produzione di ceramica in Sicilia è una tradizione millenaria profondamente legata alla storia del territorio. Un repertorio, vastissimo di forme e di colori, che offre una produzione di manufatti artistici unici e raffinati. Singolare è la forma dei vasi in ceramica raffiguranti la testa di moro così diffusi da essere divenuti uno dei simboli rappresentativi dell’isola. Hanno sembianze di una testa maschile e spesso sono in compagnia di vasi forgiati al femminile. Sapientemente lavorati, sono molto belli da vedere.

Questi vasi custodiscono una storia d’amore, tanto bella quanto triste, ambientata a Palermo. Si racconta che, durante la dominazione araba, alla Kalsa, antico quartiere della città, vi abitasse una giovane donna con la passione del pollice verde. Trascorreva, infatti, la maggior parte del suo tempo a curare con dedizione e amore i fiori che crescevano nel suo balcone.

Si dice che fosse molto bella e aggraziata tanto da destare l’attenzione di un giovane moro che un bel dì si trovò a passare da quelle parti. Vederla e innamorarsene fu un attimo! Un colpo di fulmine che lo portò a dichiarare, d’impeto, il suo amore incontenibile alla fanciulla. Quale donna sarebbe rimasta indifferente davanti a tanto intenso ed ardito sentimento?

Detto fatto! I due diventarono amanti.

L’uomo però nella foga aveva dimenticato di dire alla sua bella siciliana che sarebbe presto ritornato nel suo paese… lì, lo aspettavano moglie e figli. Non ci vuole molto ad immaginare come ci restò la dolce fanciulla. Rabbia, gelosia e vendetta irruppero nel suo cuore infranto. L’infame andava punito.

Superato il momento di sconforto meditò sulla soluzione del caso. Ci pensò e ripensò… una cosa era certa: non avrebbe mai permesso al suo bel moro di lasciarla. La notte precedente la partenza, mentre lui, ignaro, era nelle braccia di Morfeo, la donna gli tagliò la testa… così come un grissino. Voi cosa avreste fatto della testa? Lei che aveva un amore infinito per le piante ne fece un vaso e vi piantò l’odoroso basilico. Pianta dell’amore e della passione. Il suo amante non sarebbe più andato via e lei lo avrebbe curato con tanta devozione.

Il basilicò (come si dice dalle nostre parti!) crebbe rigoglioso e odoroso. Lei non si stancava mai di ammirarlo e di versare su di esso le sue amare lacrime. I vicini affascinati dalla bellezza del vaso e dal rigoglioso basilico che vi cresceva ne vollero uno tale e quale. Da allora i ceramisti siciliani iniziarono a realizzare vasi in ceramica con la testa di moro e oggi è possibile vederli nelle nostre case custodi silenziosi di una struggente storia d’amore.

 

 



NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

20 − 8 =