Il monte Kronio tra speleologia e archeologia

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Monte Kronio


di Giusi Castellana

Lo chiamano Monte Kronio ma in realtà è una collina. Si innalza prepotente alle spalle della città di Sciacca custodendo gelosamente nelle sue viscere misteri affascinanti. Quasi un monito a non esagerare nel sentirci onnipotenti. Conosciuto anche come Monte San Calogero questo rilievo, apparentemente normale, è un monumento naturale.
Lo speleologo Giulio Perotti, scomparso nel 2012, lo definì “un luogo di un immenso valore geologico, storico, archeologico, antropologico, scientifico, medico, speleologico, naturalistico, culturale. Tutto questo assomma in sé il monte”.
Il Monte, rinomato per le diverse tipologie di acque che sgorgano dalle sue falde, possiede un patrimonio idrotermale tra i più ricchi e completi al mondo.
Le Terme saccensi devono molto alla qualità delle loro acque ma ciò che le rende davvero speciali ed uniche è la presenza sulla sommità del monte delle Stufe di San Calogero. Grotte invase da correnti calde di vapori le cui proprietà terapeutiche sono molto note, e da tempo immemorabile vi si pratica l’antroterapia.
I reperti archeologici fanno ipotizzare che le grotte vaporose vennero abitate o adibite al culto già in epoca preistorica e in seguito, forse nel 2000 a.C., abbandonate per l’improvvisa fuoriuscita di aria calda. Dopo 1500 anni di totale abbandono in epoca greca le grotte vennero nuovamente frequentate per motivi cultuali.
La Grotta delle Stufe, comunemente chiamata Antro di Dedalo, è legata ad un’antica leggenda raccontata da Diodoro Siculo che attribuisce al geniale cretese la scoperta dei benefici vapori e la realizzazione dei sedili ricavati dalla roccia viva della cavità. Su ogni seduta si narra che fosse inciso il nome delle malattie che ogni sedile, per le sue particolari proprietà, era in grado di sanare.
Oggi le scritte non ci sono più… pare che le “virtù delle sedie” abbiamo infastidito i medici o per gelosia o perché ritenute infondate!
Adiacente alle grotte vaporose si trova la Grotta del Santo. Secondo la tradizione in essa vi dimorò San Calogero giunto, nel VI secolo, sul monte per scacciare i demoni che infestavano le spelonche.
Si dice che il Santo infastidito da un demonio particolarmente molesto, perse la pazienza e gli lanciò il suo bastone … rendendo zoppo il povero diavolo! Da questo episodio sembra avere origine l’espressione saccense “diavulu zuppiddu” per indicare qualcuno assai molesto.
L’eremita dimorò, fino alla fine dei suoi giorni, in quella cavità curando gli infermi con l’uso delle stufe i cui benefici erano intesi come espressione della sua santità.
Dall’Antro di Dedalo si accede, grazie ad una scala in ferro, ad un mondo sotterraneo di ignote estensioni che nasconde misteri biologici, archeologici, vulcanici speleologici … ed uno straordinario giacimento archeologico risalente ad almeno quattromila anni fa, costituito da numerosi reperti e, la cosa più sorprendente, da una cinquantina di vasi, alti almeno un metro, perfettamente integri. Da dove questi grandi vasi siano entrati nella grotta rimane un mistero.
Le conoscenze del sistema termale ipogeo grazie alle esplorazioni iniziate negli anni cinquanta sono notevolmente aumentate ma sarà difficile continuare ad esplorare i suoi abissi per le proibitive condizioni dell’ambiente la cui temperatura prossima ai 38° C° e un’umidità al limite del 100% impediscono la termoregolazione del corpo.
Le esplorazioni moderne del sito iniziate nel 1942 ad opera della Commissione Grotte E. Boegan di Trieste e dell’Associazione Esplorazioni Geografiche La Venta hanno portato alla luce un tesoro sommerso che, oggi, abbiamo il dovere di tutelare e salvaguardare dall’ abbandono e dallo scempio

Tra i progetti in difesa del sito c’è l’istanza proposta dalle autorità cittadine per far riconoscere dall’Unesco Monte Kronio come patrimonio naturale dell’umanità.
Un primo passo per la sua valorizzazione e la sua promozione come importante polo di attrazione turistica e di sviluppo del territorio.
Un proverbio africano sostiene che se si sogna da soli, resta un sogno… ma se sogniamo insieme è la realtà che comincia! Bene, non ci resta che sperare nella partecipazione attiva e responsabile di tutti gli attori sociali coinvolti che con determinazione ed entusiasmo diano voce e visibilità a questo importante progetto di tutela e di valorizzazione di un sito che evoca miti e divinità
Importante non solo per Sciacca ma per tutta la Sicilia.



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