“S”, tele e sculture di Alex Caminiti in mostra a Palermo

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S come Sorpresa, Supereroi, Successo, Sensualità, Sculture, Segreti,  Sangue, Sensibilità, Sicurezza, Sapere, Salvezza, Solitudine, Stress, Salute, Sintonia, Sodalizio, Sinergia, Semplicità… Infine, solamente S.

“S” è il titolo della mostra personale di Alex Caminiti a Palermo: sono tante le parole che iniziano con la esse e possono raccontare un po’ del lavoro artistico di Caminiti, siciliano, nato a Messina e fenomeno dell’arte contemporanea mondiale. La vera arte di Caminiti è la sua dirompente forza comunicativa. Lui stesso è la sua arte. Il suo vivere è arte; l’infanzia dura incombe, ma la sua re-azione creativa è più forte di ogni ricordo.

L’inaugurazione domenica 13 maggio, alle 19, da Artetika, in via Noto 40, a Palermo. L’ideazione della mostra è a cura della gallerista Gigliola Beniamino Magistrelli. Presenta l’evento in veste eccezionale di collezionista e appassionato d’arte il professore Gaetano Armao.

“S” è la seconda personale di Caminiti organizzata dalla galleria Artetika: dopo la prima mostra si è creata una sintonia sinergica con l’artista, come un antico sodalizio e un patto d’amore per l’arte, da cui è nata questa esposizione. Un’urgenza comunicativa dalla potenza travolgente, non importa quale sia il gesto, che stia dipingendo sopra un tetto dove letteralmente spazza i colori su di un’enorme tela o che stia scolpendo simboli di Superman su piccoli blocchi di marmo – con la possanza del suo corpo, più di un metro e novanta di altezza, tanti kg. e molti muscoli, che lo aiutano ad avere una fisicità operativa diametralmente opposta alla gentilezza del suo pensiero – oppure sia che stia rifinendo un nudo iperrealistico o che stia volteggiando con il pennello sulla tela, creando uno dei suoi famosi ‘Punti di rottura’, Alex Caminiti ci travolge e ci inonda con la sua arte positiva.

37 sono le opere del percorso espositivo allestito dalla galleria Artetika: 23 tele, a spray e a pennello, nelle quali Caminiti gioca con il mito pop dei Supereroi, con un linguaggio artistico diretto e un uso del colore sulla materia e sulla tela del tutto inaspettato. Spruzzi di fuxia, nero e blu, colori intensi che si sciolgono in lacrime. Arricchiscono il percorso espositivo 14 sculture: 4 Blocchi di marmo operato, 4 Mele ‘Love’, 2 Skulls dipinti e 4 Action figures in metallo colorato.

In mostra anche il grande trittico “Biancaneve non deve morire” (tecnica mista su carta fotografica), creato dall’artista in omaggio alla forza della donna e contro la violenza di genere. Opera ispirata al ‘tagliente filo sospeso’ tra il potere femminile e quello maschile, affinché la predominanza e la sottomissione siano sempre e solamente un piacevole gioco.

Infine, esposti due quadri figurativi e ironici, genere con il quale ha esordito Caminiti, dipinti  su tela e nei quali l’artista “contaminava” già allora la pittura classica, appresa in Accademia, attraverso composizioni dove – ad esempio – il volto del robot Mazinga veniva dipinto al posto della testa su di un nudo di donna del ’600, attuando, così, il suo personale stravolgimento dissacrante della Pop Art.

La mostra può essere visitata dal 13 maggio al 3 giugno 2018, dal lunedì al sabato, con questi orari: 10,00 – 13,00 / 17,00 – 20,00. Info: 091.309428. Info@galleriartetika.it. Ingresso libero.

Alex Caminiti nasce a Messina nel 1977, creatore del Sicily Awards, è un artista molto apprezzato a livello internazionale: ha partecipato a molti eventi di rilievo, memorabili le sfide con altri artisti americani. Le sue mostre di alto profilo artistico, le note di critici di spicco, la sua diffusione capillare e spontanea, il ricercato sviluppo di nuovi percorsi artistici e la coraggiosa esplorazione di nuovi modelli, lo portano ad essere uno degli artisti siciliani più rappresentativi al mondo. Ha esposto in Italia (partecipando anche alla Biennale di Venezia), negli Usa, in Cina, in Francia, in Inghilterra, in Canada, in Giappone, in Serbia, in Portogallo, in Ungheria, in Austria, in Germania, a Dubai, in Grecia, in Russia, in Nuova Zelanda. Le prossime mostre, a Buenos Aires e, nel 2019, alla Biennale di Curitiba in Brasile.



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